FOOD
cultura
natura
01
Castellabate
Castellabate è un borgo medievale, a 10 minuti di auto da Casale il Saùco.

Castellabate

Castellabate è un borgo medievale, a 10 minuti di auto da Casale il Saùco. Premiato tra i borghi più belli d'Italia e patrimonio mondiale dell'UNESCO, la sua caratteristica bellezza vi incanterà. Castellabate è un labirinto di vicoli, scale, improvvisi slarghi, terrazze, archi e cortili in stile medievale. Questi si alternano senza una precisa continuità stupendo con viste inaspettata su paesaggi mozzafiato.

Il castello

A dominare Castellabate, immerso nello splendido scenario del "Belvedere" il Castello dell'Abate. Esso fu fondato nel 1123 dall'abate Costabile Gentilcore con lo scopo di proteggere la popolazione locale dai ripetitivi attacchi saraceni. Ancora impressionante e massiccia la fortezza ha mura perimetrali con quattro torri angolari che nascondono all'interno un piccolo mondo di case, forni, serbatoi e magazzini.

Le chiese

La Chiesa di Santa Maria Giulia é caratterizzata da una facciata del XV secolo e un campanile diviso su quattro livelli. All'interno, tre eleganti navate custodiscono prestigiose opere d'arte, tra cui, un dipinto del III secolo della vittoria di San Michele su Satana. Inoltre, un magnifico dipinto di Pavanino da Palermo, risalente al 1472, raffigura la madonna sul trono con in braccio Gesù Bambino accompagnata dagli evangelisti Pietro e Giovanni. Di fronte, la piccola e affascinante Chiesa del Rosario del XV secolo. La facciata a navata unica é coperta da pannelli ottagonali, mentre all'interno vi é un pregiato altare in marmo policromo, risalente al XVII secolo, e opere d'arte sacra.

Il museo di arte sacra

Il museo di arte sacra ospita i manufatti, testimonianza della cultura e delle credenze di Castellabate. Le opere d'arte risalgono al XVI-XX secolo. Nelle varie sale vi sono: ritratti e sculture di figure ecclesiastiche, manufatti religiosi, figure presepiali e abiti sacri. Tra questi, messali d'oro romani e l'originale stendardo processionale di San Costabile Gentilcore, patrono di Castellabate.

02
Paestum
Paestum è un sito archeologico patrimonio dell'UNESCO distante 20 km da Casale il Saùco.

PAESTUM

La storia

Paestum è un sito archeologico patrimonio dell'UNESCO distante 20 km da Casale il Saùco. Denominata Poseidonia dai Greci, la città fu in seguito occupata dai Lucani intorno al VII secolo a.C. Nel 273 a.C. passata sotto dominio romano, venne ribattezzata come Paestum e rimase una fiorente colonia per molti secoli.

I templi

L'importanza di Paestum è legata all'eccellente stato di conservazione del patrimonio culturale e artistico, e dei tre maestosi templi. Il loro fascino è stato fonte di ispirazione per importanti scrittori, poeti e artisti del calibro di Goethe, Shelley, Canova e Piranesi. Il tempio di Hera, risale al VI secolo a.C, e fu il primo ad essere costruito. Il Tempio di Nettuno, è un'enorme costruzione in marmo travertino di colore dorato, che cambia colore a seconda della posizione del sole. Il Tempio di Cerere, in realtà dedicato alla dea Atena, fu trasformato in una chiesa nel Medioevo e oggi custodisce 3 tombe cristiane.

Il museo

Il Museo archeologico nazionale di Paestum è uno dei siti archeologici italiani più importanti. Le varie sezioni, ripercorrono la storia di Paestum attraverso l'epoca greca, lucana e romana. Nel museo é possibile ammirare affreschi, manufatti santuari, vasi dipinti, pannelli scolpiti e dipinti di tombe risalenti a diversi periodi storici. Tra gli splendidi manufatti la famosa 'Tomba del Tuffatore', un affresco funerario che simboleggia il 'tuffo' dalla vita alla morte.

03
Agropoli
Agropoli è una città costiera, a 15 minuti di macchina da Casale il Saùco.

agropoli

Agropoli è una città costiera, a 15 minuti di macchina da Casale il Saùco.  L'origine del nome risale all'epoca bizantina, quando il popolo la denominò  Acropoli, ovvero 'città alta'. Sul bellissimo promontorio in cui si trova il centro storico, a metà del VII secolo AC vi era un tempio dedicato ad Artemide, dea della caccia. Considerata la porta del Cilento, storicamente Agropoli é stata dedita a scambi commerciali marittimi fin dall'epoca greca.

Agropoli Vecchia

L'essenza di Agropoli e l'etimologia del nome sono racchiusi nel centro storico. Saliti i caratteristici gradoni in pietra, e attraversata la porta a tre arcate di eredità bizantina, è possibile ammirare tramonti mozzafiato con sfondo Capri e Punta Campanella. All'ingresso del centro storico, subito dopo il portale merlato risalente al XVII secolo, vi é la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, protettrice dei pescatori. La Chiesa custodisce una statua della Vergine Maria, salvata dai pescatori che, dopo averla recuperata dal mare, la donarono come omaggio.

Il Castello

Il simbolo più significativo di Agropoli è il castello angioino-argasonese, raggiungibile attraversando i vicoli del centro storico. Passato sotto diverse dominazioni e proprietà, è stato d'ispirazione per i grandi poeti che lo hanno visitato. Giuseppe Ungaretti lo nomina nella raccolta letteraria 'Il Mezzogiorno', e Marguerite Yourcenar lo sceglie come ambientazione per la sua opera letteraria, 'Anna, soror'.

04
Santa Maria
Santa Maria di Castellabate è situata sulla bellissima costa del Cilento, a 5 minuti di macchina da Casale il Saùco.

Santa Maria

Santa Maria di Castellabate è situata sulla bellissima costa del Cilento, a 5 minuti di macchina da Casale il Saùco. Offre una meravigliosa combinazione di ampie spiagge di sabbia, insenature rocciose, colline verdeggianti e flora e fauna naturali. L'area è una zona marina protetta ed è stata premiata con la "Bandiera Blu". Questo prestigioso riconoscimento premia la qualità del mare e rappresenta un'eccellente attenzione all'ambiente e l'ospitalità.

La torre Perrotti

La torre costiera cilentana meglio conservata è la torre normanno-aragonese meglio conosciuta come Torre Perrotti. Essa rappresenta, da un lato, il ricordo di un periodo difficile per le coste cilentane, attaccate persistentemente dai saraceni, dall'altro un patrimonio artistico e culturale di livello mondiale. La fortificazione è stata di ispirazione per molti artisti e poeti. Tra tutti Arthur John Strutt, pittore inglese, ospite del barone Perrotti nel suo viaggio da Gaeta a Palermo. In quella particolare occasione, l'artista ha catturato la storica torre nel libro "A pedestrian tour in Calabria and Sicily".

Porto delle Gatte

Il Porto delle Gatte è caratterizzato da una serie di archi in pietra risalenti al XII secolo, anticamente utilizzati come magazzini per le attrezzature dei pescatori locali. Secondo la leggenda il nome trae origine dalle candele che illuminavano i depositi e che viste dal mare, somigliavano a occhi di gatto. Oggi le reti e le attrezzature da pesca sono solo un lontano ricordo, con ristoranti e bar ad occupare il posto. Tuttavia, le candele sui tavolini continuano a ricreare l'incantevole somiglianza con gli "occhi di gatto", mantenendo vivo il ricordo di quello che fu.

Villa Matarazzo

Villa Matarazzo é stata la residenza estiva del conte Francesco Matarazzo, uno dei più importanti esportatori industriali del mondo. La villa si trova tra Corso Matarazzo e Piazza Matarazzo. La villa é caratterizzata da una grande varietá di fiori tipici e da estesi prati verdi che un tempo ospitavano le numerose viti della famiglia. L'ampia terrazza offre una vista diretta sul mare e dell'intera proprietà. All'interno un busto in bronzo raffigurante il figlio del Conte Matarazzo, vecchie mappe utilizzate nei viaggi intorno al mondo e saloni tutti da scoprire.

05
San Marco
San Marco di Castellabate è un borgo medievale a 10 minuti di auto da Casale il Saùco.

san marco

San Marco di Castellabate è un borgo medievale a 10 minuti di auto da Casale il Saùco. Risalente al periodo romano, gli unici resti fanno parte dell'antico porto, attorno al quale fu costruito il nuovo. Un tempo conosciuta come la città romana di Erculia, era di supporto militare per le barche che si dirigevano verso la flotta imperiale. Oggi é possibile noleggiare barche per visitare la bellissima e affascinante isola di Licosa o prenotare un traghetto per Capri.

la torretta

Il palazzo del XVI secolo era proprietà della nobile famiglia Granito. Usata principalmente come torre di avvistamento per identificare possibili invasori, veniva anche adoperata per la produzione agricola. La leggenda vuole che il palazzo fosse, per tradizione, il luogo scelto degli agricoltori locali per la "Jus prima noctis" con l'intento di portare prosperità al villaggio.

La Chiesa

La chiesa di San Marco Evangelista risale al 1915. La facciata presenta un'iscrizione latina e un rilievo del Leone con il Vangelo, simbolo di San Marco. Le due colonne laterali hanno Santa Teresa e Sant'Antonio scolpiti su di esse e un angelo inciso sui ogni capitello. Sullo sfondo un magnifico campanile romanico diviso su tre livelli.

Elea-Velia

Elea-Velia

Velia è un sito archeologico patrimonio mondiale dell'UNESCO, a 45 minuti di macchina da Casale il Saùco. Il sito é il luogo d'origine dei filosofi Parmenide e Zenone, fondatori della scuola di filosofia eleatica. La città fu fondata nel 540 a.C. da un gruppo di greci esiliati dalla colonia greca di Focea, oggi Turchia. Il sito é caratterizzato da resti di edifici ellenici, romani e medievali, tra cui i resti della torre angioina, mura, la famosa 'porta rosa' e le due chiese.

La Filosofia Eleatica

Il sito é il luogo d'origine dei filosofi Parmenide e Zenone, tra i più importanti esponenti della filosofia eleatica. La scuola crede nell’inmutabilitá dell’essere e cerca di risolvere il dogma dell’esistenza attraverso la ragione. Secondo Parmenide la veritá si basa sulla ragione e l’opinione sui sensi, mentre Zenone pone i principi della dialettica sofista attraverso la dimostrazione per assurdo. Tra gli aneddoti più interessanti: ‘Achille e della tartaruga’, da cui Einstein prese spunto per la teoria della relativitá.

I resti

Velia è divisa in tre aree: il distretto meridionale, il distretto settentrionale e l'Acropoli.
Nella zona meridionale, vi sono i resti delle terme romane ed ellenistiche caratterizzate da mosaici di vita marina e vasche di terracotta. Nel distretto settentrionale la "Porta Rosa" e la "Porta Marina", di importanza strategica per la città. Nell'Acropoli, resti di un teatro romano e varie aree sacre dedicate agli dei.

06
Elea-Velia
Velia è un sito archeologico patrimonio mondiale dell'UNESCO, a 45 minuti di macchina da Casale il Saùco.
07
Castelcivita
Le Grotte di Castelcivita si trovano a circa un'ora di auto da Casale il Saùco.

Castelcivita

La storia

Le Grotte di Castelcivita si trovano a circa un'ora di auto da Casale il Saùco.Lunghe 5 km, sono uno dei complessi più lunghi d'Italia. Il percorso turistico è di 1,2 km, ed è caratterizzato da stalagmiti e stalattiti che ricordano diversi oggetti, e danno il nome a camere diverse. Per il percorso amatoriale sono necessarie almeno 8 persone, e prenotazione anticipata. Lungo 1,8 km, é caratterizzato da concrezioni straordinarie di diversa formazione, colori e dimensioni. Infine, il percorso per esperti inizia alla fine del percorso amatoriale, e prosegue per altri 2 km.

L'Inferno di Dante

Danza con il diavolo nelle grotte di Castelcivita grazie alla magnifica rappresentazione teatrale dell'Inferno di Dante. Dante Alighieri, è il più importante poeta italiano, famoso in tutto il mondo per la sua produzione letteraria, 'La Divina Commedia'. L'opera narra di un viaggio leggendario attraverso i 3 regni eterni. La produzione teatrale racconta del percorso del più oscuro tra i regni: 'L' Inferno'. Un cast di 30 attori vi affascinerà e trasporterà attraverso una rappresentazione di ciò che è stato considerato per secoli il 'dopo vita'.

08
Padula
La Certosa di Padula dista circa un'ora e mezza di macchina da Casale il Saùco.

padula

La certosa di padula

La Certosa di Padula dista circa un'ora e mezza di macchina da Casale il Saùco. Il monastero, risale al XIII secolo, è stato dichiarata patrimonio mondiale dell'UNESCO, ed è uno dei monumenti barocchi più belli dell'Italia meridionale. La Certosa è grande circa 51.000 metri quadrati, dispone di 350 camere, giardini, e il chiostro più grande del mondo. Il palazzo ospita anche il museo archeologico delle antichità lucane, scoperte durante scavi nelle vicinanze. La Certosa é stata il set del famoso film Once Upon a Time (1967), interpretato da Sophia Loren e Omar Sharif, ed ambientato nell'era della dominazione spagnola.

09
Tresino
Tresino si trova a circa 5 inuti di auto da Casale il Saùco.

tresino

La storia

Il nome Tresino deriva dalla parola 'treseni', e indica le tre rientranze della costa. L'altra origine é dovuta alla presenza dei Trezeni, popolazione greca stabilitasi lí dopo essere stata esiliata da Sibari. Tresino è rimasta nei secoli una delle aree residenziali più sviluppate del territorio. Nel IX secolo, la popolazione locale vi costruí il villaggio di San Giovanni, caratterizzato da fienili, stalle e un edificio scolastico annesso alla Chiesa. La leggenda narra che i Saraceni ne rubarono la campana, e che fuggendo la loro barca fu colpita da una forte tempesta. Dunque, per evitare di affondare la gettarono in mare. Si crede che a mezzanotte del giorno di San Giovanni sia ancora possibile udirne i rintocchi

castellabate

Tresino, fu disabitata nel XII secolo per evitare gli attacchi dei saraceni stabilitisi nella confinante Agropoli. La maggior parte degli abitanti si trasferì sul colle Sant'Angelo, dove l'abate Costabile Gentilcore fondò il "Castello dell'abate", oggi noto come Castellabate.

il declino

Tresino subì gravi danni durante la "Guerra del Vespro" (XII-XIII secolo) per opera dei soldati della corona aragonese dediti alla riconquista cristiana. Il villaggio fu conseguentemente ricostruito e abitato fino al XVIII secolo, quando la Chiesa di San Giovanni fu sconsacrata, e il territorio progressivamente abbandonato a favore dei centri urbani di Castellabate e Agropoli. Tresino fu tuttavia frequentata da agricoltori, che ne sfruttarono le falde acquifere e il clima favorevole fino alla metà del XX secolo.

01
Scauratielli Cilentani

Scauratielli Cilentani

Un Dolce Tesoro della Tradizione

Scopri i Scauratielli, dolci tradizionali del Cilento, che con la loro forma unica e il sapore delizioso offrono un viaggio nella ricca tradizione pasticcera di questa incantevole regione del Sud Italia.

La Dolcezza dei Scauratielli Cilentani

I Scauratielli, una prelibatezza tipica del Cilento, sono dolci che evocano ricordi di festività e riunioni familiari. Questi piccoli gioielli della pasticceria, conosciuti anche come "scoratelli", si distinguono per la loro forma spirale e il gusto dolcemente aromatico. Preparati con un impasto a base di farina, zucchero, uova e aromi come cannella o scorza di limone, i Scauratielli vengono fritti fino a diventare dorati e croccanti. Tradizionalmente, vengono poi immersi in un sciroppo di miele o zucchero, che li rende irresistibilmente lucidi e appiccicosi. Questi dolci, che un tempo erano preparati in occasioni speciali come matrimoni o festività religiose, rappresentano un tuffo nella tradizione culinaria cilentana, un patrimonio che continua a deliziare i palati di tutte le generazioni.

Tradizione e Innovazione nella Pasticceria Cilentana

La preparazione dei Scauratielli è un’arte che racconta la storia e le radici del Cilento. Sebbene la 1erfett tradizionale sia rimasta in gran parte invariata, alcuni pasticceri moderni hanno iniziato a sperimentare con nuovi 1erfetto1i, aggiungendo, ad esempio, frutta secca o cioccolato per arricchire ulteriormente il sapore. Questo mix di rispetto per la tradizione e spirito di 1erfetto1ia rende I Scauratielli un dolce contemporaneo e versatile, adatto sia come fine pasto che come snack. La loro semplicità e autenticità catturano l’essenza della 1erfetto1ia cilentana, un equilibrio 1erfetto tra gusto e tradizione, che parla direttamente al cuore di chi li assaggia.

I Scauratielli nel Contesto del Turismo Enogastronomico

Nell'era del turismo enogastronomico, i Scauratielli si sono rivelati una vera attrazione per i visitatori del Cilento. Questi dolci non sono solo un piacere per il palato, ma anche una finestra sulla cultura e sulle tradizioni della regione. Le pasticcerie e le sagre locali offrono ai turisti l'opportunità di assaggiare i Scauratielli autentici, spesso accompagnati da storie e aneddoti che ne arricchiscono il sapore. Partecipare a una degustazione di Scauratielli o a un laboratorio di pasticceria per imparare a prepararli è un'esperienza unica, che permette di connettersi con l'anima del Cilento attraverso il suo cibo.

Ricetta

ingredienti
500g di farina
150g di zucchero
3 uova
100g di strutto o burroScorza grattugiata di un limone
Un pizzico di sale
Un pizzico di cannella (opzionale)
Olio per friggerePer lo sciroppo:
300g di miele
50g di acqua
Succo di mezzo limone
Preparazione dell'Impasto

In una ciotola grande, unire la farina, lo zucchero, la scorza di limone, il sale e la cannella.Aggiungere le uova e lo strutto (o burro) ammorbidito e iniziare a impastare fino a ottenere un composto omogeneo ed elastico.Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare per circa 30 minuti.

Formazione dei Scauratielli

Stendere l'impasto su una superficie leggermente infarinata fino a ottenere uno spessore di circa 2-3 mm.
Tagliare l'impasto in strisce lunghe e strette (circa 1 cm di larghezza).
Arrotolare ciascuna striscia su se stessa formando una spirale e premere leggermente le estremità per sigillarle.

cottura

StenScaldare l'olio in una padella profonda e friggere i Scauratielli fino a quando non diventano dorati e croccanti.Scolarli su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso.

Preparazione dello Sciroppo

In un pentolino, scaldare il miele con l'acqua e il succo di limone fino a ottenere uno sciroppo leggermente denso.
Immergere i Scauratielli nello sciroppo caldo per qualche minuto, assicurandosi che siano completamente coperti.

Finitura

Rimuovere i dolci dallo sciroppo e disporli su un vassoio per servirli.I Scauratielli sono perfetti come dolce di fine pasto o per accompagnare un tè pomeridiano. La loro combinazione di croccantezza e dolcezza li rende irresistibili e molto apprezzati durante le festività e le occasioni speciali. Buon appetito!

02
Cavatiéddi cu Ragu

Cavatiéddi cu Ragu

La storia

Esplora il sapore autentico dei Cavatiéddi cu Ragu, un piatto tradizionale della cucina lucana che unisce la pasta fatta in casa con un ricco e saporito sugo di carne, celebrando la ricchezza della cucina del Sud Italia.

Una Tradizione della Cucina Lucana

I Cavatiéddi cu Ragu rappresentano uno dei piatti più amati e rappresentativi della cucina lucana, una vera delizia per gli amanti della pasta fatta in casa e dei sughi ricchi e profumati. Questa specialità regionale combina la semplicità della pasta corta, tipicamente lavorata a mano in forme uniche, con la complessità di un ragù lentamente cucinato, che cuoce per ore assorbendo i sapori di carne e spezie. Il segreto di questo piatto risiede nella sua preparazione: la pasta, fatta con farina e acqua, viene trafilata a mano, dando vita a cavatiéddi perfettamente imperfetti, capaci di catturare ogni goccia del delizioso sugo. Il ragù, preparato con carne di maiale o manzo, pomodori e una ricca varietà di erbe aromatiche, si sposa armoniosamente con la pasta, creando un equilibrio di sapori che celebra la tradizione e la cultura culinaria del Sud Italia.

Un Rito Familiare e Comunitario

La preparazione dei Cavatiéddi cu Ragu è molto più di un semplice atto culinario; è un rito che unisce famiglie e comunità. In molte case lucane, la domenica è il giorno dedicato alla preparazione di questo piatto, un momento di condivisione e di festa. Nonni, genitori e bambini si riuniscono in cucina per impastare, trafilare e cuocere la pasta, mentre il sugo cuoce lentamente sul fuoco, riempiendo la casa di aromi invitanti. Questo piatto non è solo un simbolo di convivialità, ma anche un'espressione di identità regionale, un modo per trasmettere la storia e le tradizioni di generazione in generazione.

I Cavatiéddi cu Ragu nel Contesto Gastronomico Moderno

Nonostante le sue profonde radici nella tradizione, i Cavatiéddi cu Ragu continuano a conquistare nuovi estimatori anche nel panorama gastronomico moderno. Chef contemporanei hanno iniziato a reinterpretare questo classico, mantenendo inalterata la ricetta tradizionale ma presentandola in modi innovativi. I ristoranti lucani e del Sud Italia spesso includono i Cavatiéddi cu Ragu nei loro menù, offrendo ai visitatori l'opportunità di assaporare un piatto che è un vero e proprio tuffo nella storia e nella cultura gastronomica della regione. Inoltre, l'interesse crescente per la cucina regionale e autentica ha portato i Cavatiéddi cu Ragu a guadagnare popolarità anche tra i foodies e i turisti enogastronomici, diventando un piatto da non perdere per chi visita il Sud Italia.

Ricetta

ingredienti
500g di farina di grano duro
Acqua quanto basta per ottenere un impasto
Un pizzico di sale
500g di carne macinata (manzo o maiale)
1 cipolla di medie dimensioni, tritata finemente
1 carota, tritata finemente
1 gambo di sedano, tritato finemente
400g di passata di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso
Olio extravergine d'olivaSale e pepe q.b.
Un rametto di rosmarino o basilico (a seconda delle preferenze)
Preparazione dei Cavatiéddi

Versare la farina in una ciotola grande, aggiungere un pizzico di sale e mescolare.
Aggiungere gradualmente acqua tiepida, impastando fino a formare un impasto omogeneo e non appiccicoso.
Lavorare l'impasto su una superficie infarinata fino a ottenere un composto liscio ed elastico.Formare piccoli cilindri di pasta, quindi tagliarli a pezzi e trafilare ciascun pezzo su una superficie ruvida (come una grattugia o una tavoletta apposita) per ottenere la tipica forma dei cavatiéddi.

Preparazione del Ragù

In una padella grande, scaldare l'olio e soffriggere la cipolla, la carota e il sedano finché non diventano morbidi.
Aggiungere la carne macinata, rosolare bene, poi sfumare con il vino rosso.
Una volta evaporato il vino, aggiungere la passata di pomodoro, il sale, il pepe e le erbe aromatiche.Lasciare cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore, aggiungendo un po' d'acqua se necessario per evitare che il sugo si asciughi troppo.

Cottura e Composizione del Piatto

Cuocere i cavatiéddi in abbondante acqua salata bollente fino a quando non salgono in superficie (circa 2-3 minuti).
Scolare la pasta e trasferirla nella padella con il ragù, mescolando bene per far aderire il sugo.
Servire caldo, con una spolverata di formaggio grattugiato se desiderato.I "Cavatiéddi cu Ragu" sono un piatto sostanzioso e ricco di sapori, perfetto per una domenica in famiglia o per una cena speciale. Buon appetito!

03
Lagane e Ceci

Lagane e Ceci

Immergiti nella tradizione culinaria del Sud Italia con 'Lagane e Ceci', un piatto semplice ma ricco di storia e sapore. Scopri come questa combinazione di pasta e legumi racchiude in sé l'essenza della cucina casalinga italiana.

Un Viaggio nelle Tradizioni del Sud

Le "Lagane e Ceci" sono un classico della cucina del Sud Italia, una ricetta che affonda le sue radici nella storia e nella cultura gastronomica della regione. Questo piatto, caratterizzato dalla sua semplicità e dai sapori autentici, è un esempio eccellente di come la cucina italiana possa trasformare ingredienti umili in un pasto ricco e confortante. Le lagane, una sorta di pasta simile alle tagliatelle ma più larghe e rustiche, vengono abbinare perfettamente ai ceci, creando un equilibrio di texture e sapori che è a dir poco delizioso. I ceci, morbidi e leggermente dolci, si amalgamano magnificamente con la pasta, mentre il tocco finale di aglio, olio d'oliva e rosmarino porta il piatto a un nuovo livello di eccellenza culinaria.

Un Piatto che Racconta Storie

Ogni piatto di "Lagane e Ceci" racconta una storia, quella della cucina contadina, dove era fondamentale sfruttare al meglio ogni ingrediente disponibile. Questa ricetta, tradizionalmente preparata con ingredienti locali e facilmente reperibili, è diventata un simbolo dell'ospitalità e della generosità del Sud Italia. Le "Lagane e Ceci" non sono solo un pasto, ma un'esperienza che conduce direttamente nelle cucine delle nonne italiane, dove la preparazione di questo piatto era e rimane un atto d'amore, un modo per nutrire la famiglia con ciò che la terra offre.

Lagane e Ceci nel Contesto Moderno

Oggi, "Lagane e Ceci" continua ad essere un piatto amato e spesso rivisitato da chef e appassionati di cucina in tutto il mondo. La sua popolarità è dovuta non solo al suo sapore delizioso, ma anche alla sua capacità di adattarsi a diverse diete, comprese quelle vegetariane e vegane. Inoltre, il piatto ha guadagnato attenzione nel contesto del turismo enogastronomico, attirando foodies e viaggiatori interessati a scoprire le autentiche tradizioni culinarie italiane. In sagre, ristoranti e cucine casalinghe, "Lagane e Ceci" continua a deliziare i palati e a celebrare la ricca eredità gastronomica del Sud Italia.

Ricetta

ingredienti
400g di farina (meglio se di grano duro)
Acqua quanto basta
Un pizzico di sale
400g di ceci (già ammollati o in scatola)
2 spicchi d'aglio
Olio extravergine d'olivaRosmarino fresco (opzionale)
Sale e pepe q.b.
Peperoncino (opzionale)
Preparazione delle Lagane

In una ciotola capiente, versare la farina e aggiungere un pizzico di sale.
Aggiungere gradualmente acqua tiepida, iniziando a impastare fino a ottenere un composto liscio ed elastico. La quantità di acqua può variare a seconda della farina utilizzata.Lasciare riposare l'impasto coperto con un panno per circa 30 minuti.
Stendere l'impasto su una superficie infarinata, cercando di ottenere uno spessore di circa 2-3 mm.Tagliare l'impasto in strisce larghe e corte per ottenere le lagane.

Preparazione dei Ceci

Se si utilizzano ceci secchi, ricordarsi di metterli a bagno la sera precedente.
Cuocere i ceci in abbondante acqua fino a quando non diventano teneri, poi scolarli conservando un po' dell'acqua di cottura.
In una padella grande, scaldare l'olio d'oliva e rosolare l'aglio (e il peperoncino se lo si desidera).
Aggiungere i ceci cotti, un po' della loro acqua di cottura, sale, pepe e rosmarino. Lasciare cuocere per circa 10-15 minuti.

Cottura delle Lagane

In una pentola capiente, portare a ebollizione dell'acqua salata.
Cuocere le lagane per pochi minuti fino a quando non diventano "al dente".Scolare le lagane e aggiungerle nella padella con i ceci.
Mescolare delicatamente le lagane con i ceci, facendo attenzione a non rompere la pasta.
Servire caldo, con un filo d'olio extravergine d'oliva a crudo."Lagane e Ceci" è un piatto ricco di sapori e tradizione, perfetto per chi ama i piatti semplici ma gustosi della cucina italiana. Buon appetito!

04
Fusilli de Felitto

Fusilli di Felitto

Scopri la magia dei Fusilli di Felitto, un classico della pasta artigianale italiana. Questa specialità cilentana, fatta a mano e ricca di storia, è un inno alla semplicità e alla bontà della cucina tradizionale del Sud Italia.

Un Tuffo nella Tradizione Artigianale

Nel cuore del Cilento, la piccola e pittoresca cittadina di Felitto è famosa per un tesoro culinario: i suoi fusilli. Questa pasta, conosciuta per la sua forma a spirale unica, è un prodotto di eccellenza della gastronomia italiana, un esempio di come la manualità e la tradizione possano trasformare ingredienti semplici in un capolavoro culinario. I Fusilli di Felitto sono realizzati con la migliore farina di grano duro e acqua, impastati e poi lavorati a mano con un ferretto per creare la loro caratteristica forma a spirale. Questo processo, che richiede abilità e pazienza, conferisce ai fusilli una texture che cattura perfettamente i sughi, rendendoli protagonisti di piatti ricchi e saporiti.

La Cultura e l'Arte dietro i Fusilli di Felitto

Ogni fusillo di Felitto è un pezzo d'arte, il risultato di un sapere che si tramanda di generazione in generazione. Nelle cucine di Felitto, la preparazione dei fusilli è un rituale, un momento di condivisione culturale e di celebrazione della cucina casalinga. La loro preparazione non è soltanto un'attività culinaria, ma un vero e proprio atto d'amore verso la propria terra e le sue tradizioni. Questi fusilli non sono solo apprezzati per la loro qualità, ma anche per la storia che portano con sé, una storia fatta di mani sapienti, di risate e di conversazioni intorno al tavolo di cucina, dove si intrecciano famiglia, comunità e tradizione.

I Fusilli di Felitto nel Moderno Turismo Enogastronomico

L'interesse crescente per i cibi autentici e le tradizioni culinarie locali ha portato i Fusilli di Felitto all'attenzione del turismo enogastronomico. I visitatori vengono attratti non solo dalla qualità della pasta, ma anche dalla possibilità di sperimentare la sua preparazione. Le sagre locali, le dimostrazioni culinarie e i workshop di pasta fatta in casa offrono un'esperienza immersiva, dove i visitatori possono imparare l'arte di fare i fusilli da maestri artigiani. Questa interazione diretta con la cultura cilentana è un modo per preservare e promuovere un'eredità gastronomica preziosa, offrendo ai visitatori un assaggio autentico di un'Italia meno conosciuta, ma ricca di sapori e di storie.

Ricetta

ingredienti
400g di farina di grano duro
Acqua quanto basta (circa 150-200 ml)
Un pizzico di sale
Un ferretto per fusilli (o una bacchetta sottile di metallo o legno)
Preparazione dell'Impasto

In una ciotola grande, setacciare la farina e aggiungere un pizzico di sale.
Aggiungere gradualmente l'acqua, iniziando a impastare con le mani fino a formare un impasto liscio ed elastico. La quantità di acqua può variare in base al tipo di farina utilizzata, quindi aggiungila poco alla volta.
Coprire l'impasto con un panno pulito e lasciarlo riposare per circa 30 minuti.

Formazione dei Fusilli

Prendere una piccola porzione di impasto (circa la grandezza di una noce) e rotolarla su una superficie leggermente infarinata per formare un lungo e sottile cilindro, simile a un laccio di scarpa.
Utilizzando il ferretto, avvolgere un'estremità del cilindro di pasta intorno al ferretto e rotolarlo con una mano per creare la spirale dei fusilli. L'impasto dovrebbe avvolgersi attorno al ferretto formando una spirale uniforme.
Delicatamente, far scivolare il fusillo dal ferretto e metterlo su un vassoio infarinato. Ripetere l'operazione fino ad esaurire l'impasto.

cottura

Portare a ebollizione una pentola di acqua salata.
Cuocere i fusilli per circa 7-10 minuti, o fino a quando non raggiungono la consistenza "al dente".Scolare i fusilli e condire a piacere con un sugo di pomodoro e basilico, o un condimento a base di carne, come il ragù.
I Fusilli di Felitto sono famosi per la loro capacità di catturare il sugo grazie alla loro forma a spirale.
Questa pasta è perfetta per piatti ricchi e saporiti e rappresenta un modo autentico per godere dei sapori del Cilento. Buon appetito!

05
Cannuoli Cilentani

Cannuoli Cilentani

Immergiti nella dolcezza dei Cannuoli Cilentani, il dessert tradizionale del Cilento che coniuga la freschezza della ricotta e il croccante della cialda in un'esperienza culinaria autentica e indimenticabile.

Un Viaggio nel Gusto con i Cannuoli Cilentani

I Cannuoli Cilentani sono una vera e propria prelibatezza che racchiude in sé l'essenza della pasticceria del Sud Italia. Diversi dai più noti cannoli siciliani, questi dolci del Cilento si distinguono per il loro guscio croccante e il ripieno cremoso, offrendo un perfetto equilibrio di texture e sapori. Preparati con un impasto a base di farina di grano duro, arricchito con un tocco di Marsala, i Cannuoli Cilentani vengono poi fritti fino a raggiungere una doratura ideale. Il ripieno, una morbida crema di ricotta dolce, può essere personalizzato con l'aggiunta di gocce di cioccolato, scorza di limone o un pizzico di cannella, facendo di ogni cannolo un capolavoro culinario che racconta la storia e le tradizioni di questa terra ricca di cultura e sapori.

Tradizione e Modernità nella Pasticceria Cilentana

La preparazione dei Cannuoli Cilentani è un'arte che si tramanda di generazione in generazione, simbolo di una pasticceria che resiste al passare del tempo e che continua a essere tramandata grazie alla passione degli artigiani locali. Questo dolce, spesso al centro delle tavole durante le festività e le occasioni speciali, è anche un esempio di come la cucina cilentana sappia innovarsi, restando fedele alle sue radici. I maestri pasticceri del Cilento, pur mantenendo i metodi tradizionali, sperimentano con nuovi ingredienti e tecniche di decorazione, rendendo i Cannuoli Cilentani un dolce sempre attuale, capace di conquistare anche i palati più esigenti e moderni.

I Cannuoli Cilentani nel Cuore del Turismo Enogastronomico

Non è un caso che i Cannuoli Cilentani siano diventati un simbolo del turismo enogastronomico nel Cilento. Chi visita questa regione non può fare a meno di assaggiare questo dolce, che racconta storie di una terra dove il cibo è molto più di una semplice necessità: è cultura, è tradizione, è passione. Agriturismi, pasticcerie e festival gastronomici celebrano i Cannuoli Cilentani, proponendoli come esperienza culinaria autentica da non perdere. Questi dolci non sono solo un piacere per il palato, ma anche un modo per i visitatori di connettersi con il Cilento, scoprendo la sua storia attraverso le antiche ricette che continuano a vivere e a deliziare.

Ricetta

ingredienti
250g di farina di grano duro
50g di zucchero
50g di strutto o burro
1 uovo· Un pizzico di sale
1/2 bicchierino di Marsala o altro vino dolce
Olio per friggere

500g di ricotta fresca
150g di zucchero a velo
50g di gocce di cioccolato o cioccolato tritato
Scorza grattugiata di un limone (biologico)· Cannella in polvere (facoltativa)
Frutta candita o pistacchi tritati per decorare
Preparazione dell'Impasto

In una ciotola, setacciare la farina e formare una fontana. Aggiungere lo zucchero, un pizzico di sale, lo strutto e l'uovo.Iniziare ad impastare aggiungendo il Marsala a filo fino a ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare per circa 30 minuti in frigorifero.

Formazione dei cannoli

Stendere l'impasto su una superficie infarinata fino a ottenere uno spessore di circa 2 mm.
Ricavare dei dischi con un coppapasta o un bicchiere (diametro di circa 10-15 cm).
Avvolgere ciascun disco di pasta attorno a dei cilindri di metallo (forme per cannoli) e sigillare i bordi con un po' di albume.
Friggere i cannoli in olio ben caldo fino a quando non diventano dorati e croccanti.
Scolare su carta assorbente e lasciar raffreddare prima di rimuovere i cilindri di metallo.

Preparazione del ripieno ed assemblaggio

Passare la ricotta al setaccio e mescolarla con lo zucchero a velo fino a ottenere una crema liscia.
Aggiungere le gocce di cioccolato, la scorza di limone e un pizzico di cannella, mescolando delicatamente.
Riempire i cannoli con la crema di ricotta usando una sacca da pasticcere con bocchetta liscia.
Decorare le estremità con frutta candita o pistacchi tritati per un tocco di colore e croccantezza.
I Cannuoli Cilentani sono meglio se farciti poco prima di essere serviti per mantenere la croccantezza della cialda. Sono perfetti come dessert al termine di una cena o come dolce da tè pomeridiano. Buon appetito!

Ciambotta Cilentana

Elea-Velia

Assapora la Ciambotta Cilentana, la celebre ratatouille del Sud Italia che incarna la freschezza dell'orto cilentano in un piatto, simbolo di una dieta salutare e di un patrimonio gastronomico ricco e variopinto.

Un Mosaico di Sapori - La Ciambotta Cilentana

La Ciambotta Cilentana, ricetta tradizionale del Sud Italia, è un trionfo di verdure estive che si intrecciano in un armonioso connubio di sapori. Questo stufato vegetariano, colorato e nutriente, riflette la bontà e la varietà dell'orto cilentano, mettendo in tavola un piatto che è al tempo stesso salutare e confortante. Zucchine, melanzane, peperoni e pomodori sono i protagonisti di questa sinfonia, cotti lentamente fino a diventare teneri e succulenti. La Ciambotta si distingue per la sua versatilità; può essere servita sia come contorno che come piatto principale, e la sua preparazione semplice ma attenta permette di esaltare il sapore di ogni singolo ingrediente, celebrando la cucina povera ma immensamente ricca di questa regione.

Tradizione e Innovazione in Cucina

La Ciambotta Cilentana è un esempio lampante di come la cucina tradizionale possa mantenersi viva e attuale nel tempo. Anche se le radici di questo piatto affondano nella cucina contadina, dove era essenziale sfruttare l'abbondanza della stagione raccolta, oggi la Ciambotta è apprezzata per il suo equilibrio perfetto di gusto e benessere. Chef innovativi del Cilento e di tutto il mondo hanno saputo reinterpretare la Ciambotta, arricchendola con erbe aromatiche o un tocco di peperoncino per un sapore più deciso, rendendola un piatto contemporaneo che rispetta la tradizione ma guarda al futuro.

La Ciambotta Cilentana nel Turismo Gastronomico

La Ciambotta Cilentana è diventata un vero e proprio emblema del turismo gastronomico del Cilento, attirando visitatori interessati a scoprire i piatti autentici della dieta mediterranea. I viaggiatori vengono catturati dall'idea di gustare un piatto che è un vero e proprio affresco comestibile della regione, una testimonianza della generosità della terra cilentana. La Ciambotta è più di un semplice piatto: è un'esperienza che invita a un viaggio sensoriale attraverso i colori e i profumi

Ricetta

ingredienti
·2 melanzane di media grandezza
2 zucchine· 1 peperone rosso
1 peperone giallo
3 patate medie
4 pomodori maturi
1 cipolla grande
2 spicchi d'aglio
Basilico fresco ‘a sentimento’
Olio extravergine d'oliva ‘a sentimento’
Sale e pepe ‘a sentimento’
Preparazione delle Verdure

Lavare tutte le verdure. Pelare le patate e tagliarle a cubetti. Tagliare melanzane e zucchine a rondelle o cubetti, a seconda della preferenza.
Rimuovere semi e costole interne dai peperoni e tagliarli a strisce.
Sbucciare la cipolla e tagliarla a fettine sottili. Sbollentare i pomodori per un minuto, raffreddarli in acqua ghiacciata, pelarli, rimuovere i semi e tagliarli a cubetti.
Schiacciare gli spicchi d'aglio con il lato piatto di un coltello.v

Cottura

In una grande padella o in un tegame, scaldare l'olio extravergine d'oliva e soffriggere la cipolla e l'aglio fino a quando non diventano trasparenti.
Aggiungere le patate e cuocere per circa 5 minuti.
Aggiungere le melanzane e le zucchine, e dopo altri 5 minuti, unire i peperoni. Mescolare bene e lasciare cuocere per 10 minuti.Infine, aggiungere i pomodori, il sale, il pepe e qualche foglia di basilico spezzettata a mano.

Finitura

Abbassare la fiamma, coprire il tegame e lasciar cuocere lentamente per circa 30-40 minuti, finché tutte le verdure non saranno morbide e il sugo si sarà ristretto. Se necessario, aggiustare di sale e pepe.
A cottura ultimata, spegnere il fuoco e lasciar riposare la Ciambotta per alcuni minuti prima di servire.
La Ciambotta Cilentana è ottima sia calda che a temperatura ambiente, e il suo sapore si intensifica se lasciata riposare e consumata il giorno dopo. È un piatto versatile che si presta a essere un contorno ricco o un piatto unico, specialmente se accompagnato da una fetta di pane casereccio.

06
Ciambotta Cilentana
07
Muligname Mbuttunate

mulignane mbuttunate

Immergiti nella tradizione culinaria del Cilento con le 'mulignane mbuttunate', le melanzane ripiene che combinano ingredienti freschi e ricette secolari per un piatto ricco di storia e gusto.

Le Melanzane Ripiene, Un Simbolo della Cucina Cilentana

Le "mulignane mbuttunate", conosciute nel panorama culinario italiano come melanzane ripiene alla maniera cilentana, sono un piatto che racconta storie di famiglia e di convivialità. Queste delizie sono preparate con cura e passione, utilizzando melanzane fresche raccolte dai campi soleggiati del Cilento e farcite con una miscela saporita di carne macinata, erbe aromatiche, formaggio e pane raffermo. La cottura lenta trasforma gli ingredienti in un connubio perfetto di sapori e profumi, che si fondono in un abbraccio culinario capace di evocare la calda atmosfera mediterranea. Ogni "mulignana mbuttunata" è una celebrazione della terra, del mare e della cultura agraria che da secoli caratterizza la dieta mediterranea e le abitudini alimentari del Sud Italia.

Una Tradizione che si Rinnova

Nella cucina moderna cilentana, le "mulignane mbuttunate" sono state reinterpretate in chiave contemporanea, mantenendo intatto il legame con la tradizione. Questo piatto, una volta semplice contorno o secondo, oggi si presenta come protagonista dei menù dei migliori ristoranti locali, diventando un must per i buongustai in visita nella regione. La ricetta, pur restando fedele agli antichi canoni, si arricchisce di varianti che esaltano la qualità degli ingredienti DOP e IGP, come l'olio extravergine di oliva e i formaggi del territorio. La "mulignana mbuttunata" non è solo cibo per il corpo, ma nutrimento per l'anima, un viaggio attraverso i sapori autentici del Cilento che continua a sorprendere e a deliziare.

La 'Mulignana Mbuttunata' nell'Era del Turismo Sostenibile

Il successo delle "mulignane mbuttunate" va di pari passo con la crescente ricerca di un turismo più sostenibile e attento alle tradizioni locali. Gli appassionati di enogastronomia che scelgono il Cilento per le loro vacanze sono alla ricerca di esperienze autentiche e di sapori genuini, e le melanzane ripiene rappresentano un'esperienza gastronomica imperdibile. Agri-chef e produttori locali collaborano per offrire degustazioni e laboratori culinari che permettono ai visitatori di scoprire il processo di preparazione di questo piatto e di apprezzare la sua storia e il suo valore culturale. In questo modo, le "mulignane mbuttunate" diventano ambasciatrici del Cilento, promuovendo non solo la gastronomia, ma anche la filosofia di vita di una terra ricca di bellezza e di storia.

Ricetta

ingredienti
4 melanzane medie
300g di pane raffermo
100g di pecorino grattugiato
2 uova
2 spicchi d'aglio
Prezzemolo fresco q.b.
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d'olivaSalsa di pomodoro q.b.
Olio per friggere
Preparazione delle Melanzane

Lavare le melanzane e tagliarle a metà nel senso della lunghezza.
Incidere la polpa con un coltello, facendo attenzione a non rompere la buccia.
Mettere le melanzane a bagno in acqua salata per circa 30 minuti per togliere l'amaro.

Preparazione del Ripieno

In una ciotola, sbriciolare il pane raffermo e bagnarlo leggermente con acqua o latte.
Aggiungere le uova, il pecorino grattugiato, l'aglio tritato, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe.
Mescolare fino a ottenere un impasto omogeneo.

Farcitura e Cottura delle Melanzane

Scolare le melanzane e asciugarle.
Riempire le incisioni delle melanzane con il ripieno preparato.
In una padella capiente, scaldare abbondante olio per friggere.
Friggere le melanzane ripiene fino a quando non diventano dorate da entrambi i lati.
Una volta fritte, mettere le melanzane in una teglia da forno.
Coprire le melanzane con salsa di pomodoro e un filo d'olio extravergine d'oliva.Infornare a 180°C per circa 20-30 minuti, fino a quando la salsa non si sarà addensata e le melanzane saranno tenere.Le "Mulignane Mbuttunate" sono un piatto ricco e saporito, perfetto come secondo o come piatto unico accompagnato da una fetta di pane casereccio. Questo piatto coniuga la semplicità degli ingredienti con la ricchezza dei sapori mediterranei. Buon appetito!

08
Fico Mbaccate

Fico Mpaccate

La certosa di padula

Assapora i Fico Mpaccate Cilentane, dolci al naturale tipici del Cilento. Questi fichi essiccati al sole sono un concentrato di tradizione e gusto, perfetti per un viaggio culinario nell'autenticità del Sud Italia.

Il Sole del Cilento Racchiuso in un Frutto

Nel cuore del Cilento, una terra benedetta dal sole e dalla natura rigogliosa, nasce una delle prelibatezze più semplici e pure: i Fico Mpaccate. Questi fichi, lasciati appassire naturalmente al caldo sole del Sud Italia, sono una vera e propria celebrazione del gusto e dell'autenticità della regione. Il processo di essiccazione all'aperto, seguendo metodi tradizionali, concentra il dolce sapore del frutto, rendendo ogni fico una delizia densa di aromi. I Fico Mpaccate sono più di un semplice snack; sono un patrimonio culinario, parte integrante della dieta mediterranea e testimoni di un modo di vivere in armonia con la terra.

Tradizione e Innovazione in Cucina

I Fico Mpaccate Cilentane rappresentano non solo un alimento ricco di storia, ma anche un ingrediente versatile in cucina. Tradizionalmente gustati come fine pasto o accompagnati da una selezione di formaggi locali, i fichi secchi del Cilento sono ormai diventati protagonisti in ricette innovative e raffinate. Che siano impiegati in piatti dolci, come crostate e biscotti, o come contrasto in piatti salati, la loro presenza è sempre garanzia di una nota distintiva di sapore. Inoltre, la loro ricchezza in fibre e naturalmente privi di grassi li rende una scelta salutare, perfetta per chi cerca uno snack sano senza rinunciare al gusto.

I Fico Mpaccate e il Turismo Enogastronomico

Con il crescente interesse verso i sapori autentici e le produzioni locali, i Fico Mpaccate Cilentane stanno diventando un attrattore turistico di rilievo. Le aziende agricole e le botteghe del Cilento che li producono sono meta frequente di degustazioni e visite guidate, dove i visitatori possono scoprire il processo di produzione e assaggiare i fichi nella loro forma più pura. Questo interesse rafforza l'impegno della regione nel promuovere pratiche agricole sostenibili e nel preservare la biodiversità del territorio, assicurando che la tradizione dei Fico Mpaccate continui a prosperare e a deliziare anche le future generazioni.

Ricetta

ingredienti
Fichi secchi di qualità (il numero dipende dalla quantità che si desidera preparare)
Mandorle tostate (una per ogni fico)
Scorza di limone grattugiata
Cannella in polvere
Chiodi di garofano (opzionali)
Miele (opzionale)
Procedimento della Preparazione dei Fichi

Se i fichi secchi sono molto duri, ammorbidirli immergendoli brevemente in acqua tiepida. Poi, asciugarli accuratamente.
Tagliare delicatamente i fichi a metà senza separarli completamente (devono aprirsi come un libro).

Proedimento della Farcitura

Inserire una mandorla tostata all'interno di ogni fico.
Cospargere una piccola quantità di scorza di limone grattugiata e una spolverata di cannella su ogni fico.
Se graditi, aggiungere un piccolo chiodo di garofano per un sapore più speziato.
Se si desidera, è possibile aggiungere un filo di miele all'interno di ogni fico per una dolcezza extra.

'Impacchettamento' dei Fichi

Richiudere i fichi, premendo delicatamente per assicurarsi che la farcitura rimanga all'interno.Disporre i fichi su una teglia da forno foderata con carta forno.

cottura

Cuocere i fichi in forno preriscaldato a 180°C per circa 10-15 minuti, o fino a quando non diventano leggermente dorati e l'interno è caldo.
È anche possibile non cuocerli e servirli così come sono, a seconda delle preferenze.
I "Fichi 'mpaccati" sono un dolce semplice ma ricco di sapori e tradizioni. Possono essere serviti come dessert, accompagnati da un bicchiere di vino dolce o come snack a metà pomeriggio. Questa ricetta è un modo delizioso per godere dei sapori naturali e genuini dei fichi, arricchiti con la dolcezza delle mandorle e il profumo delle spezie.

09
Alici Mbuttunate

Alici Mbuttunate

Un Tesoro Gastronomico del Mare del Cilento

Scopri le Alici Mbuttunate, una prelibatezza del Cilento dove il sapore del mare incontra la tradizione culinaria locale, offrendo un'esperienza gustativa unica e autentica.

La Delizia delle Alici Mbuttunate del Cilento

Le Alici Mbuttunate sono una specialità culinaria che incarna l'essenza del mare del Cilento, una regione nota per la sua straordinaria biodiversità e le sue tradizioni gastronomiche ricche. Questo piatto, semplice ma ricco di sapore, è realizzato con alici fresche, pescate nelle acque cristalline del Mar Tirreno. La particolarità delle Alici Mbuttunate sta nella loro preparazione: le alici vengono "mbuttunate" o farcite con un mix aromatico di pane grattugiato, aglio, prezzemolo e peperoncino, poi arrotolate e cotte alla perfezione. Questo processo non solo esalta il sapore delicato del pesce, ma crea anche un equilibrio armonioso di texture e gusto, rendendo ogni boccone un'esperienza culinaria memorabile.

Tradizione e Innovazione nella Cucina Cilentana

Le Alici Mbuttunate rappresentano la perfetta unione di tradizione e innovazione nella cucina cilentana. La ricetta ha radici antiche e riflette la creatività dei cuochi locali nel trasformare ingredienti semplici in piatti eccezionali. Ogni famiglia e ristorante nel Cilento ha la propria versione del piatto, con leggere variazioni che aggiungono un tocco personale alla ricetta tradizionale. Questo piatto è un esempio del modo in cui la cucina cilentana rispetta la stagionalità e la freschezza degli ingredienti, sottolineando l'importanza del legame con la terra e il mare. Le Alici Mbuttunate non sono solo un piatto: sono una celebrazione della cultura e del patrimonio del Cilento, una storia di sapori che si tramanda di generazione in generazione.

Le Alici Mbuttunate nel Contesto del Turismo Gastronomico

Negli ultimi anni, le Alici Mbuttunate sono diventate un punto di riferimento per il turismo gastronomico nel Cilento, attirando foodies e viaggiatori alla ricerca di autentiche esperienze culinarie. La crescente popolarità di questo piatto ha portato a una maggiore valorizzazione dei prodotti ittici locali e ha contribuito a promuovere la sostenibilità nella pesca. Assaggiare le Alici Mbuttunate offre ai visitatori un assaggio genuino della cucina cilentana e un collegamento diretto con la storia e le tradizioni della regione. Per chi desidera esplorare i sapori del Cilento, le Alici Mbuttunate sono una tappa obbligata, un piatto che racchiude in sé l'essenza di una terra ricca di storie, sapori e passioni.

Ricetta

ingredienti
500g di alici fresche
200g di pane raffermo
2 spicchi d'aglio
50g di capperi sotto sale
50g di olive nere snocciolate
Prezzemolo fresco q.b.
2 uova
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d'oliva
Limoni per guarnire
Procedimento della Preparazione delle Alici

Pulire le alici eliminando la testa, le interiora e la lisca centrale, lasciandole aperte a libro.
Sciacquare bene sotto l'acqua fredda e adagiarle su carta assorbente per asciugarle.
Preparazione del Ripieno:Ammollare il pane raffermo in acqua e strizzarlo bene.
In una ciotola, mescolare il pane con i capperi sciacquati e tritati, le olive nere tritate, l'aglio tritato, il prezzemolo tritato, le uova, sale e pepe. Mescolare bene fino a ottenere un composto omogeneo.

Procedimento per Farcire le Alici

Prendere ciascuna alice e farcirla con un po' del ripieno preparato, poi richiuderla.Disporre le alici farcite in una teglia da forno leggermente unta d'olio.

cottura

Pre-riscaldare il forno a 180°C.Irrorare le alici con un filo d'olio extravergine d'oliva.
Cuocere in forno per circa 15-20 minuti o fino a quando le alici saranno dorate e il ripieno ben cotto.

servire

Servire le alici imbottite calde, guarnite con fettine di limone.
Le "Alici Imbottite" sono un piatto saporito e ricco di gusto, perfetto per un antipasto o un secondo piatto leggero. La combinazione del sapore delicato delle alici con il ripieno aromatico le rende un piatto unico e apprezzato. Buon appetito!

07
Cicci Mmaritati

mulignane mbuttunate

Immergiti nella tradizione culinaria del Cilento con le 'mulignane mbuttunate', le melanzane ripiene che combinano ingredienti freschi e ricette secolari per un piatto ricco di storia e gusto.

Le Melanzane Ripiene, Un Simbolo della Cucina Cilentana

Le "mulignane mbuttunate", conosciute nel panorama culinario italiano come melanzane ripiene alla maniera cilentana, sono un piatto che racconta storie di famiglia e di convivialità. Queste delizie sono preparate con cura e passione, utilizzando melanzane fresche raccolte dai campi soleggiati del Cilento e farcite con una miscela saporita di carne macinata, erbe aromatiche, formaggio e pane raffermo. La cottura lenta trasforma gli ingredienti in un connubio perfetto di sapori e profumi, che si fondono in un abbraccio culinario capace di evocare la calda atmosfera mediterranea. Ogni "mulignana mbuttunata" è una celebrazione della terra, del mare e della cultura agraria che da secoli caratterizza la dieta mediterranea e le abitudini alimentari del Sud Italia.

Una Tradizione che si Rinnova

Nella cucina moderna cilentana, le "mulignane mbuttunate" sono state reinterpretate in chiave contemporanea, mantenendo intatto il legame con la tradizione. Questo piatto, una volta semplice contorno o secondo, oggi si presenta come protagonista dei menù dei migliori ristoranti locali, diventando un must per i buongustai in visita nella regione. La ricetta, pur restando fedele agli antichi canoni, si arricchisce di varianti che esaltano la qualità degli ingredienti DOP e IGP, come l'olio extravergine di oliva e i formaggi del territorio. La "mulignana mbuttunata" non è solo cibo per il corpo, ma nutrimento per l'anima, un viaggio attraverso i sapori autentici del Cilento che continua a sorprendere e a deliziare.

La 'Mulignana Mbuttunata' nell'Era del Turismo Sostenibile

Il successo delle "mulignane mbuttunate" va di pari passo con la crescente ricerca di un turismo più sostenibile e attento alle tradizioni locali. Gli appassionati di enogastronomia che scelgono il Cilento per le loro vacanze sono alla ricerca di esperienze autentiche e di sapori genuini, e le melanzane ripiene rappresentano un'esperienza gastronomica imperdibile. Agri-chef e produttori locali collaborano per offrire degustazioni e laboratori culinari che permettono ai visitatori di scoprire il processo di preparazione di questo piatto e di apprezzare la sua storia e il suo valore culturale. In questo modo, le "mulignane mbuttunate" diventano ambasciatrici del Cilento, promuovendo non solo la gastronomia, ma anche la filosofia di vita di una terra ricca di bellezza e di storia.

Ricetta

ingredienti
200g di pasta corta (come orecchiette o fusilli)
100g di fagioli borlotti secchi
100g di ceci secchi
1 cipolla media, tritata
1 carota, tritata
1 costa di sedano, tritata
2 spicchi d'aglio, tritati
400g di passata di pomodoro
Olio extravergine d'oliva
Sale e pepe q.b.
Peperoncino (opzionale)
Acqua
Procedimento della Preparazione dei Legumi

La sera prima, mettere a bagno i fagioli borlotti e i ceci in acqua fredda.Il giorno successivo, scolare i legumi e sciacquarli.

Procedimento per la Cottura dei Legumi

In una pentola grande, cuocere i fagioli borlotti e i ceci in acqua fresca. Portare a ebollizione e lasciare sobbollire fino a quando non diventano teneri (circa 1-2 ore), aggiungendo acqua se necessario.
Una volta cotti, scolare i legumi conservando parte dell'acqua di cottura.

Preparazione del Sugo

In una pentola capiente, scaldare l'olio d'oliva e soffriggere la cipolla, il sedano, la carota e l'aglio fino a quando non diventano morbidi.
Aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe e peperoncino a piacere.
Lasciare cuocere il sugo a fuoco medio-basso per circa 15-20 minuti.

Assemblaggio del Piatto

Aggiungere i legumi cotti al sugo e mescolare bene. Se il composto risulta troppo denso, aggiungere un po' dell'acqua di cottura dei legumi.In una pentola separata, cuocere la pasta in abbondante acqua salata fino a cottura al dente.Scolare la pasta e aggiungerla alla pentola con i legumi e il sugo. Mescolare bene per far amalgamare tutti gli ingredienti.

Servire

Servire i "Cicci Mmaritati" cilentani caldi, con una spolverata di pepe nero o peperoncino e, se desiderato, un filo d'olio extravergine d'oliva a crudo.Questo piatto è un perfetto esempio della cucina casalinga italiana, dove ingredienti semplici si trasformano in un pasto ricco e confortante. Buon appetito!

08
Pizza Fritta

pizza fritta

Un Gustoso Viaggio nella Tradizione del Sud Italia

Scopri il delizioso mondo della pizza fritta cilentana, una variazione tradizionale e squisita della classica pizza italiana, che unisce sapori autentici e un'esperienza culinaria unica nel Cilento.

L'Arte della Pizza Fritta nel Cilento

Nel Cilento, una regione rinomata per la sua ricca tradizione culinaria, si nasconde un tesoro gastronomico: la pizza fritta cilentana. Questo piatto, che rappresenta una variante intrigante della classica pizza italiana, è molto più di un semplice street food. La pizza fritta cilentana è un'espressione autentica della cultura e della storia locali. Preparata con ingredienti freschi e di qualità, questa pizza è caratterizzata da una base morbida e soffice, fritta fino a raggiungere una consistenza croccante all'esterno, ma sorprendentemente ariosa all'interno. Tradizionalmente farcita con ingredienti semplici ma gustosi come pomodoro, mozzarella, e basilico, la pizza fritta cilentana offre un'esplosione di sapori in ogni morso, deliziando i palati più esigenti.

Un Viaggio Culinaro nelle Strade del Cilento

La pizza fritta cilentana è un elemento fondamentale della cucina di strada nel Cilento, un piatto che si può trovare nei mercati locali, nelle sagre di paese e nelle friggitorie tradizionali. Questo piatto, nonostante la sua semplicità, racchiude la storia e le tradizioni di una terra che ha sempre saputo valorizzare i propri prodotti. La preparazione della pizza fritta cilentana è un vero e proprio rituale: l'impasto viene steso a mano, farcito con ingredienti selezionati, e poi fritto in olio caldo, risultando in una texture perfetta che è stata affinata nel corso delle generazioni. Questo piatto rappresenta non solo un'esperienza culinaria unica, ma anche un viaggio nella vita quotidiana e nelle tradizioni del Cilento

La Pizza Fritta Cilentana e il Turismo Gastronomico

Negli ultimi anni, la pizza fritta cilentana è diventata un richiamo per i turisti che visitano il Cilento, desiderosi di esplorare le autentiche tradizioni culinarie del Sud Italia. La crescente popolarità di questo piatto ha contribuito a promuovere il turismo gastronomico nella regione, offrendo ai visitatori l'opportunità di immergersi nella cultura locale attraverso il cibo. Ristoranti e friggitorie locali si impegnano a mantenere vive le tecniche tradizionali di preparazione, garantendo che la pizza fritta cilentana continui a essere un simbolo di orgoglio e di identità culturale.

Ricetta

ingredienti
500g di farina di tipo 00
300ml di acqua tiepida
25g di lievito fresco
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
Olio per friggere

250g di ricotta
150g di provola affumicata o mozzarella, tagliata a cubetti
50g di salame tipo Napoli o soppressata, tagliato a cubetti
Pepe nero q.b.
Un pizzico di sale
Procedimento della Preparazione dell' impasto

Sciogliere il lievito e lo zucchero in acqua tiepida.
In una ciotola capiente, versare la farina e fare un buco al centro. Aggiungere il lievito sciolto e iniziare ad impastare.
Aggiungere il sale e continuare a impastare fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
Coprire l'impasto con un panno umido e lasciarlo lievitare in un luogo caldo per circa 1-2 ore, o fino a quando non raddoppia di volume.

Preparazione del Ripieno

In una ciotola, mescolare la ricotta con un pizzico di sale e pepe.
Aggiungere la provola o mozzarella e il salame, mescolando fino a ottenere un composto omogeneo.

Preparazione del Sugo

In una pentola capiente, scaldare l'olio d'oliva e soffriggere la cipolla, il sedano, la carota e l'aglio fino a quando non diventano morbidi.
Aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe e peperoncino a piacere.
Lasciare cuocere il sugo a fuoco medio-basso per circa 15-20 minuti.

Formare la Pizza Fritta

Suddividere l'impasto lievitato in palline della dimensione di un pugno.
Stendere ciascuna pallina in un disco sottile.
Al centro di ogni disco, mettere un cucchiaio abbondante del ripieno.
Piegare l'impasto a metà, sigillando i bordi per formare una mezzaluna.

Frittura

Scaldare abbondante olio in una padella larga.Friggere ciascuna pizza fritta fino a quando non diventa dorata da entrambi i lati.
Scolare su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso.

Servire

Servire la pizza fritta cilentana calda, magari accompagnata da un po' di sugo di pomodoro per intingere.La pizza fritta cilentana è un piatto gustoso e sostanzioso, perfetto come antipasto o snack. È una specialità da gustare con amici e famiglia, celebrando i sapori autentici del Cilento. Buon appetito!

09
Tresino

I Cicci Mmaritati

Un Sapore di Tradizione nella Cucina Cilentana

Immergiti nel ricco patrimonio culinario del Cilento con i Cicci Mmaritati, un piatto tradizionale che celebra i sapori autentici e la storia della cucina del Sud Italia.

castellabate

Tresino, fu disabitata nel XII secolo per evitare gli attacchi dei saraceni stabilitisi nella confinante Agropoli. La maggior parte degli abitanti si trasferì sul colle Sant'Angelo, dove l'abate Costabile Gentilcore fondò il "Castello dell'abate", oggi noto come Castellabate.

L'Essenza della Cucina Cilentana nei Cicci Mmaritati

Nel cuore della tradizione culinaria del Cilento, i Cicci Mmaritati rappresentano un piatto che è un vero e proprio simbolo di gusto e storia. Questa pietanza, il cui nome evoca l'unità matrimoniale tra due diversi tipi di pasta – cicci (piccoli pezzi di pasta fatta in casa) e fagioli (maritati, o "sposati", con la pasta) – è un esempio classico della creatività e della ricchezza della cucina cilentana. La preparazione dei Cicci Mmaritati è un'arte che richiede pazienza e dedizione, combinando ingredienti semplici ma di alta qualità come pasta fresca, fagioli selezionati, pomodoro, aglio e un mix di erbe aromatiche locali. Il risultato è un piatto che offre un equilibrio perfetto di sapori e una vera esperienza di comfort food all'italiana.

Tradizione e Storia in un Piatto

La storia dei Cicci Mmaritati si intreccia con quella delle famiglie cilentane, per le quali la preparazione di questo piatto è stata a lungo un modo per celebrare occasioni speciali e raduni familiari. Ogni famiglia nel Cilento ha la sua versione della ricetta, tramandata di generazione in generazione, rendendo ogni piatto unico. Oltre ad essere un delizioso pasto, i Cicci Mmaritati sono anche un racconto di culture culinarie che si sono incontrate e fuse nel corso dei secoli nel Cilento, un territorio che ha sempre saputo valorizzare i prodotti della sua terra fertile e del suo mare. Questo piatto non è solo nutrimento per il corpo, ma anche per l'anima, racchiudendo in sé la storia, la cultura e le tradizioni di una regione ricca e variegata.

I Cicci Mmaritati nel Turismo Gastronomico Moderno

Con l'aumento dell'interesse verso il turismo enogastronomico, i Cicci Mmaritati hanno guadagnato una nuova popolarità, attirando curiosi e appassionati di cucina da tutto il mondo nel Cilento. Ristoranti e trattorie locali orgogliosamente presentano questo piatto nei loro menù, offrendo ai visitatori l'opportunità di assaporare un pezzo autentico della cucina cilentana. La crescente domanda ha anche ispirato chef e cuochi a reinterpretare la ricetta tradizionale, aggiungendo tocchi moderni pur mantenendo l'essenza del piatto. I Cicci Mmaritati non sono solo un esempio di cucina tradizionale, ma anche un ponte tra passato e presente, dimostrando come i sapori genuini e le ricette storiche possano continuare a deliziare e ispirare in un mondo moderno in costante evoluzione.

Coming Soon
3663224889
Casale Il Saùco
Santa Maria di Castellabate
( SA )
GDG